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Iperico: il fiore giallo dalle mille proprietà

Iperico: il fiore giallo dalle mille proprietà

Iperico dei Monti Sibillini - Cannabilla

Il 24 giugno è il giorno di San Giovanni, nome comune dell’iperico proprio perchè fiorisce in questo periodo dell’anno. E’ un’erba nota fin dall’antichità per i suoi numerosi benefici e secondo la tradizione protegge anche dagli spiriti maligni!

Nome botanico:

Hypericum perforatum L.

Nome comune:

Erba di San Giovanni, scacciadiavoli, pilatro, piriconi, perforata.

Famiglia:

Hypericacee

L’iperico è una pianta erbacea perenne spontanea in Europa e Asia in zone con clima temperato su terreni asciutti e ghiaiosi.

Presenta un fusto eretto, legnoso alla base, alto da 30 a 80cm circa, le foglie sono opposte, disposte due a due, e in controluce appaiono costellate da numerosissimi forellini (da qui l’aggettivo perforatum) dovuti alla presenza delle ghiandole oleifere trasparenti. La pianta matura produce dozzine di fiori gialli riuniti in infiorescenze e hanno cinque petali disposti a stella e cinque sepali. Facendo macerare i fiori in olio si ottiene un oleolito dalla tipica colorazione rossastra utilizzato fin dall’antichità per curare le ferite.

Parte utilizzata:

Infiorescenze

Costituenti principali e attività:
  • Molto lipofili

Acilfluoroglucinoli: iperforina (2-5%), adiperforina (0.2-1.8%)

Iperforina
  • Lipolifi

Naftodiantroni (0.06-0.4%): ipericina, pseudoipericina, protoipericina, isoipericina  (sono responsabili della tipica colorazione rossa dell’oleolito di iperico e si trovano nelle ghiandole scure disposte ai bordi dei petali).
Xanthoni in tracce.
Oli essenziali (0.1-0.25%): 2-metiloctano, α-pinene e altri terpeni.
Biflavoni: apigenina, amentoflavone

Ipericina
  • Lipofili/idrofili

Flavonoidi (2-4%): rutina, iperoside, isoquercitrina, quercetina, rutoside

  • Idrofili

Composti fenolici: acido caffeico, acido clorogenico, proantocainidoli

In fitoterapia rappresenta la pianta medicinale che maggiormente manifesta una spiccata azione antidepressiva e trova pertanto indicazione nel trattamento dei disturbi psicosomatici, degli stati depressivi, dell’ansia e dell’agitazione nervosa.

La pianta risulta utile  nelle forme di depressione lieve o moderata, dalle ultime meta-analisi risulta altrettanto efficace rispetto agli antidepressivi di sintesi con il vantaggio di presentare meno effetti collaterali.

Numerosi sono gli studi clinici e sperimentali che attestano l’attività antidepressiva dell’iperico e hanno cercato di indagarne il meccanismo di azione. Fra le sostanze del fitocomplesso implicate in questa azione vi sarebbero l’ipericina, l’iperforina e i flavonoidi, il cui meccanismo d’azione sarebbe da riportare a un’attività sui neurotrasmettitori cerebrali, quali serotonina, dopamina e noradrenalina.

Il ricco fitocomplesso della pianta ne caratterizza le ampie e riconosciute valenze terapeutiche, fra cui oltre all’azione antidepressiva quella antivirale. È stato segnalato che la pianta può risultare utile nel trattamento della stomatite vescicolare, dell’influenza e dell’herpes simplex, l’attività antivirale è da attribuire all’ipericina e alla pseudoipericina.

L’iperico è stato ampiamente studiato per la sua attività antidepressiva, ma anche le applicazioni dermatologiche hanno una lunga tradizione. A proposito di applicazioni dermatologiche, puoi trovare l’iperico in molti dei nostri prodotti tra i quali:

I preparati topici a base di iperico, come oli o tinture, sono utilizzati per il trattamento di piaghe, ustioni, ulcerazioni, mialgie.

La ricerca farmacologica supporta l’uso in questi campi; tra i costituenti, i naftodiantroni (es. ipericina) e i floroglucinoli (es. iperforina) presentano interessanti profili farmacologici, tra cui attività antiossidanti, antinfiammatorie e antibatteriche.

Recentemente sono stati condotti studi sulla guarigione delle ferite, sulla dermatite atopica, sulla psoriasi e sulle infezioni da herpes simplex, in parte con singoli costituenti purificati e con moderne formulazioni dermatologiche.

Guarigione delle ferite

I risultati positivi dei trattamenti con l’iperico sulle ferite sono dovuti all’attività antimicrobica e antinfiammatoria, dalla stimolazione della motilità dei fibroblasti, dalla produzione di collagene e dalla differenziazione dei cheratinociti. Oli e altre formulazioni contenenti iperforina e ipericina sono appropriati per l’applicazione su graffi, abrasioni, ustioni e ulcere.

 Dermatite atopica

La dermatite atopica è caratterizzata da infiammazione, ipersensibilità agli stimoli irritanti, prurito e di conseguenza sfregamento che può provocare lesioni epidermiche più piccole, alterazione della barriera cutanea associata a perdita di acqua per via transdermica e infezioni batteriche. I meccanismi farmacologici favorevoli sono quindi l’attività antinfiammatoria e antibatterica, la stimolazione della differenziazione dei cheratinociti e l’attenuazione del prurito. L’estratto di iperico sembra adatto a soddisfare queste richieste. È stato dimostrato che l’iperforina soddisfa i requisiti sopra elencati direttamente (o indirettamente per quanto riguarda il prurito) senza potenziale fotosensibilizzazione.

Azione dell’iperforina sulla pelle

Psoriasi

La psoriasi è una patologia infiammatoria cronica, la forma più diffusa è la psoriasi a placche, dal punto di vista istologiche, le placche psoriasiche presentano una crescita smisurata dei cheratinociti. Si formano quindi delle lesioni cutanee costituite da placche rosse e ispessite, in rilievo e coperte da desquamazioni bianco-argentee, possono causare bruciore e prurito.

L’iperico, e in particolare l’iperforina, mostra un’attività antinfiammatoria e stimola la differenziazione dei cheratinociti.

Skincare

La pelle secca o stressata è spesso substrato di infezioni microbiche, infiammazioni e prurito. Una funzione importante dei prodotti per la cura della pelle è quella di rinforzare la barriera cutanea contro la perdita di acqua (TEWL). L’iperforina, con il suo effetto di differenziazione dei cheratinociti, può contribuire a ridurre la perdita d’acqua transepidermica e diversi costituenti dell’iperico hanno attività antimicrobiche e antinfiammatorie.

Fotosensibilità

Sebbene l’olio di iperico eserciti un’azione antiossidante, contiene anche componenti che possono causare danni fototossici alle cellule. Il potenziale fotoirritante dell’iperico è attribuibile principalmente alle ipericine che assorbono i raggi UVA a 300 nm e la luce visibile nell’intervallo tra 550 e 590 nm.

È stato tuttavia dimostrato che dosi orali terapeutiche di estratti di iperico assunte per il trattamento di una depressione lieve o moderata non causano fotosensibilizzazione in misura clinicamente rilevante, l’azione foto sensibilizzante si può manifestare soltanto a dosaggi trenta volte superiori rispetto a quelli utilizzati a scopo terapeutico.

Il trattamento topico con le formulazioni abituali di ipeirco non sembra avere un potenziale di fotosensibilizzazione grave.

Si consiglia comunque di evitare esposizioni solari prolungate e trattamenti UV durante le terapie con iperico.

Curiosità:

-Iperico (hyper-eikon): pianta che cresce sulle vecchie statue (Plinio), da cui verrebbe la tradizione che la pianta eserciti un potere sui fantasmi e altre manifestazioni diaboliche, uno dei nomi comuni è infatti caccia diavoli

-Le foglie in controluce hanno numerisissimi forellini paragonabili, secondo la teoria delle Segnature, a tante ferite: la pianta era pertanto considerata in grado di curare le ferite, in particolare quelle riportare in battaglia

-L’iperico era molto utilizzato nell’antichità, attorno al XIX secolo l’iperico subisce un discredito quasi assoluto a livello ufficiale. Martin Lauzer (1854) scrive a questo proposito: “L’iperico è caduto in un oblio tale che non ha potuto trovare posto nei formulari moderni, che potranno forse un giorno ritorcersi contro di noi, come una prova della nostra ignoranza”.

Bibliografia:

Medical Attributes of St. John’s Wort (Hypericum perforatum)

Efficacy and tolerability of Hypericum perforatum in major depressive disorder in comparison with selective serotonin reuptake inhibitors: A meta-analysis

Topical Application of St. Johnʼs Wort (Hypericum perforatum)

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